La Mille Miglia 2024 dal centro, per viverla al meglio

Mille Miglia 2024

Non è una semplice corsa: non siamo un semplice hotel

La Mille Miglia 2024, la corsa più bella del mondo.

La passione per le auto, la passione per i motori e per le competizioni sportive: è dalla fine del 1800 che a Brescia questa passione crea competenze, imprese, occasioni economiche e soprattutto una delle gare automobilistiche più famose al mondo: la Mille Miglia, la corsa più bella del mondo.
 

Il Rally della Mille Miglia è una corsa segnata dal numero 7: una corsa nata nel 1927, ripresa nel 1947, sospesa nel 1957, celebrata con la prima rievocazione nel 1977 e tornata annualmente, così come la conosciamo oggi, nel 1987.

Anche nel 2024 come da tradizione la gara automobilistica si disputerà partendo da Brescia ed arrivando a Brescia sul percorso tradizionale Brescia-Roma-Brescia. Lungo il percorso è possibile ammirare il paesaggio, l’arte e la storia italiana. Come nel 2023, anno di Brescia Capitale Italiana della Cultura, anche nel 2024 la corsa prevede cinque tappe.

Brescia quindi è nuovamente lo storico punto di partenza e di arrivo di questa magica corsa automobilistica che la città ha fortemente voluto ed ideato nella prima metà del 1900 e che dura ormai da quasi 90 anni. Il programma della Mille Miglia, il regolamento ed il catalogo e tutta la storia completa e dettagliata di questo magnifico Rally Mille Miglia è possibile trovarle sul sito ufficiale della manifestazione.

Se sei appassionato di gare automobilistiche ed ami le auto storiche da corsa e le gare di auto d’epoca sarai sicuramente ospite della nostra città in occasione della Milla Miglia. Il Centro Paolo VI è la soluzione alloggiativa perfetta per visitare la città e partecipare alla Mille Miglia. Soggiornando nel nostro Centro potrai vivere la magia della Mille Miglia e della sua storia godendo dei servizi di una sistemazione alloggiativa di pregio, in centro storico, a due passi a piedi dal luogo della partenza e dell’arrivo della Mille Miglia, con ristorante e parcheggio interno. Vedrai macchine d’epoca sfilare vicino al centro cittadino, parteciperai ai festeggiamenti e alle premiazioni in un’atmosfera di altri tempi e potrai osservare dal vivo tutti i luoghi che hanno dato origine a questa meravigliosa competizione sportiva nata già nei primi anni del 1900. Prenota la tua camera presso il Centro Paolo VI in occasione della Mille Miglia e goditi il tuo soggiorno nella nostra meravigliosa città.

La Storia della Mille Miglia, il Rally più bello del Mondo.

La passione per le corse automobilistiche in Italia esplose alla fine del 1800, quando nella penisola italiana si contarono ben 20 gare automobilistiche e fu proprio nel corso di una di queste gare (quella veronese, che partendo e tornando da Verona passava per Brescia e Mantova) che Brescia vide sul suo territorio per la prima volta una macchina da corsa.

L’esperienza nell’organizzazione della gara insieme alla città di Verona e la grande passione per le automobili hanno spinto Brescia ad organizzare due gare automobilistiche tutte bresciane nello stesso anno (1899). Tali gare partivano e terminavano a Brescia, passando per Verona e Mantova, sullo stesso circuito delle corse veronesi.

Questa esperienza diede il via all’organizzazione di altre due di gare automobilistiche (nel frattempo a Brescia nascevano ben sei imprese produttrici di automobili): il Circuito di Brescia, nel 1904 e nel 1905 su un percorso di 185 km che collega Brescia, Cremona e Mantova. Nel 1906, sulla scia di queste esperienza e della passione dei bresciani per le automobili e le gare sportive automobilistiche, viene creato l’Automobile Club di Brescia, come sezione dell’Automobile Club di Milano.

Brescia quindi in Italia spicca per aver dato il via alle prime gare automobilistiche quando ancora la produzione di automobili, la meccanica e il loro stesso funzionamento era a livello di sperimentazione. Brescia quindi in Italia è stata pioniera delle gare automobilistiche e della produzione di automobili.

La prima guerra mondiale determinò un’interruzione delle gare, che ripresero però nel 1921, quando all’interno del Circuito Internazionale Automobilistico-Aereo, Brescia ottenne la possibilità di organizzare il 1° Gran Premo d’Italia (che fu però poi trasferito a Monza dove ancora oggi viene disputato).

Fu nel 1926, grazie al nuovo ordinamento del Regio Automobile Club, che venne costituito ufficialmente l’Automobile Club di Brescia. L’anno successivo nel 1927 il neo costituito Automobile Club di Brescia iniziò l’organizzazione della prima Coppa Mille Miglia.

Il giorno di nascita ufficiale di quella che è stata definita la Corsa più Bella del Mondo è il 2 dicembre del 1926, quando i 3 fondatori della Mille Miglia di Brescia (Mazzotti – giovane industriale bresciano, Maggi – pilota di auto da corsa, Castagneto – pilota di motociclette) incontrano a Milano Canestrini – giornalista redattore della rubrica automobilistica della Gazzetta dello Sport, conoscitore dell'ambiente motoristico e amico di tanti piloti.

I due bresciani fondatori della Mille Miglia (Mazzotti e Maggi) avevano frequentato gli ambienti milanesi fin da giovane età. A soli vent'anni, partecipi dallo ‘spirito ardito’ degli anni venti e proprietari di una delle pochissime automobili bresciane, ogni settimana andavano a Milano, al Biffi, luogo di ritrovo degli appassionati di automobilismo tra cui anche Tazio Nuvolari.

A casa di Canestrini in quel dicembre del 1926 decisero di agire allo scopo di restituire a Brescia il ruolo, ormai perduto, che le competeva di culla dell’automobilismo nazionale (ricordiamo infatti che proprio a Brescia furono organizzate alla fine del 1800 le prime corse automobilistiche in Italia e che fino al 1907 proprio a Brescia si erano svolte le più importanti competizioni automobilistiche sportive).

Spinti dalla passione per le auto da corsa e per l’automobilismo e spaventati dalla apatia dei primi anni ’20 del mondo automobilistico e delle case produttrici italiane, desideravano ricreare a Brescia un grande evento su strade aperte al traffico, per automobili non da corsa, per stimolare il ritorno alle corse dell'industria automobilistica nazionale. Per ottenere tale risultato era necessario che la città disponesse di un proprio Automobile Club separato da Milano e dell’appoggio della stampa nazionale e della Gazzetta dello Sport, organizzatrice allora del Giro d’Italia Ciclistico.

Il nome della competizione automobilistica venne scelto proprio nel corso di quella riunione a Milano, così come il percorso: 1600 km che collegassero Brescia a Roma, Mille Miglia appunto. La notizia della nascita della nuova corsa automobilistica avvenne poco dopo, ma il periodo storico (siamo nel 1926, anno in cui le leggi fascistissime instaurano il regime fascista in Italia) non permette che la questione abbia molto risalto al di fuori dell’ambiente degli appassionati, almeno in un primo momento.

La notizia venne pubblicata dalla Gazzetta dello Sport, ufficialmente organizzatore insieme all'Automobile Club Brescia, ed immediatamente accese discussioni nell’ambiente dei motori. Il mondo degli appassionati ne fu subito entusiasta (anche se in molti credevano che nessuna macchina avrebbe potuto resistere per 1600 km e considerarono pazzesca quella operazione in quel particolare periodo storico).

La corsa era tutta da organizzare, tenendo presente che si era nel 1926, quando non esistevano sistemi informatici, i telefoni erano pochi, le strade dissestate e la gara lunga 1600 km. Fu possibile vincere la sfida grazie non solo a Maggi, a Mazzotti e alla O.M. di Brescia (che in quel periodo produceva vetture), ma anche grazie alla collaborazione di Armando Cougnet (già organizzatore del Giro d’Italia ciclistico e collaboratore della Gazzetta dello Sport), Alfredo Giarratana (direttore del quotidiano "Popolo di Brescia", l'attuale Giornale di Brescia, politico influente e membro del consiglio direttivo dell’Automobile Club di Brescia) e Augusto Turati (Segretario del Partito Nazionale Fascista) che resero possibile di fatto la manifestazione, arginando le polemiche e l’opposizione di molti aderenti alle fasce estreme del partito fascista.

L’organizzazione della Coppa Milla Miglia fu realizzata in gran parte da Cougnet e Castagneto, che fecero una ricognizione del percorso ed assegnarono le venti zone in cui fu diviso ad alcuni corrispondenti del giornale sportivo, che dovevano farsi carico dei controlli e dei passaggi. Nel frattempo veniva inaugurata la sede dell’ACI di Brescia, cominciavano ad arrivare le immatricolazioni delle prime autovetture e veniva data forma alla organizzazione di tutte le figure convolte nella gara automobilistica. Mazzotti venne nominato Commissario della Manifestazione, Castagneto Direttore di corsa e Segretario della manifestazione (rimase tale fino agli anni ’50), Maggi, Giarratana e Bertoli Commissari Sportivi. Canestrini e Ottavio Fuscaldo, progettista delle vetture O.M., Commissari Tecnici.

In tre mesi l'organizzazione era pronta, le difficoltà organizzative e politiche superate e le adesioni alla gara superavano le aspettative: erano iscritti 101 partecipanti, 11 squadre ufficiali rappresentanti 10 marche e case automobilistiche. Gli equipaggi che avrebbero partecipato alla gara erano considerati «arditi, o addirittura eroici», visto che i 1600 km di percorso erano costituiti in gran parte di strade sterrate, polverose o fangose. In quel periodo infatti le qualità tecniche e le potenzialità dell’automobile come mezzo di trasporto erano ancora tutte da scoprire e i piloti potevano essere considerati come dei pionieri che testavano e mettevano a punto una nuova macchina e una nuova tecnologia.

Per la partenza effettiva della gara mancava solo da risolvere il problema della burocrazia sportiva.

Il R.A.C.I., Regio Automobil Club d'Italia, - con il suo presidente Crespi – era stato fin dall’inizio ostile alla organizzazione della Mille Miglia a Brescia e seppur non opponendosi alla posizione del Segretario del PNF, era deciso a mettere in atto tutte le possibili forme di resistenza (chiedere di modificare la data della gara; il divieto di pubblicizzare la manifestazione sulla Gazzetta dello Sport impedendo la pubblicazione della lista degli iscritti; la polemica sui tempi medi della gara o sulle cilindrate che potevano partecipare o meno alla gara automobilistica, nel tentativo di decretarne il fallimento e mettere in difficoltà gli organizzatori). Alla fine, grazie alla intercessione del presidente dell’ACI di Milano, il bresciano Mercanti (fondatore dell’autodromo di Monza che partecipò alla gara fino al 1936, anno della sua morte) la gara potè svolgersi il 26 marzo del 1927. I risultati della Coppa Rally Mille Miglia furono sorprendenti non solo da un punto di vista organizzativo, ma anche da un punto di vista tecnico, visto il tempo sorprendente impiegato dai vincitori delle differenti categorie in gara, risultato che fu considerato sintomo dello splendore dell’automobile come ‘mezzo tecnico’. Tra gli scopi del Rally Mille Miglia c’era anche quello di dimostrare che con le normali vetture in vendita, si poteva viaggiare sulle strade esistenti allora in Italia (sterrate e senza carreggiata), a velocità elevata, con una certa sicurezza e regolarità. I risultati ed il significato della manifestazione sportiva spinsero il PNF ad autorizzare (se non ordinare) che la gara automobilistica della Mille Miglia di Brescia si ripetesse.

Il Rally Mille Miglia di Brescia visse tra il 1927 e il 1938 un periodo detto ‘eroico’, a causa delle condizioni delle strade su cui la gara avveniva e delle condizioni tecniche degli autoveicoli. Il periodo epico fu caratterizzato dalle vittorie dell'Alfa Romeo, con piloti quali Campari, Nuvolari, Varzi, Borzacchini, Trossi, Pintacuda e Biondetti. Solo due edizioni furono vinte da altre scuderie, nel 1927, con la vittoria di Nando Minoja e Giuseppe Morandi, piloti della bresciana O.M., e nel 1931, quando trionfò la Mercedes-Benz. La corsa non si disputò nel 1939 (a causa di un grave incidente avvenuto a Bologna nel 1938 a seguito del quale vennero proibite le corse su strada). Per non rinunciare alla corsa nel 1940 i bresciani inventarono un circuito sul triangolo Brescia-Cremona-Mantova, da ripetere 9 volte per raggiungere le mille miglia, chiamato Gran Premio Brescia delle Mille Miglia. Fu in questa gara che debuttò la Auto Avio 815, la prima vettura costruita direttamente da Enzo Ferrari.

Poi cominciò la seconda guerra mondiale, dove trovò la morte Franco Mazzotti. Proprio a lui fu dedicata la rinascita della corsa. Fino al 1957 la nuova gara automobilistica si chiamerà XIV Mille Miglia - Coppa Franco Mazzotti, con la variazione del numero che ne indicava l'edizione. Nel dopoguerra i problemi che gli organizzatori dovettero superare furono moltissimi: strade impraticabili e ponti abbattuti ed ottenere l’autorizzazione dal governo repubblicano a giocare nuovamente una gara che veniva considerata eredità del regime fascista. Un ruolo determinante, in questa operazione politica, fu quello dell'allora vicesindaco di Brescia: Bruno Boni, conosciuto in tutto il mondo come il "Sindaco della Mille Miglia".

Gli anni tra il 47 e il 49 sono invece conosciuti come il periodo romantico, in quanto le difficoltà del dopo guerra, tra infrastrutture distrutte, industria automobilistica allo stremo ed assenza di iscrizioni da parte di equipaggi stranieri, crearono un mix tra risultati tecnici modesti ma grande entusiasmo sia di pubblico sia da parte dei piloti. Protagonisti incontrastati di questa stagione furono sicuramente Tazio Nuvolari e Clemente Biondetti che nel 1947 e nel 48 corrono due corse passate alla storia e dove fecero la loro parte le automobili della scuderia di Enzo Ferrari.

Le gare realizzate tra il 1950 e il 1957 sono sicuramente le edizioni più conosciute, sia per effetto della diffusione dei mezzi di comunicazione, sia perché la Mille Miglia in quegli anni ospitò i campioni e i piloti più famosi dell’automobilismo internazionale e le automobili più sofisticate e all’avanguardia. E’ stato proprio in questi anni che il Rally Mille Miglia giocò il suo ruolo fondamentale di traino per la ricostruzione delle strade italiane e dello sviluppo delle tecnologie e delle autovetture, con la Ferrari e la sua scuderia sempre protagonista in tutte le corse, con la Ferrari combattere e duellare con altre case automobilistiche europee (Mercedes, Alfa Romeo, Lancia) e con l’affermarsi di piloti professionisti di altissimo livello. Brescia è finalmente la capitale mondiale dell'automobilismo sportivo.

Nel 1957 però, con la vittoria di Piero Taruffi e la tragica morte di Alfonso Cabeza de Vaca, 17° Marchese De Portago, Grande di Spagna e nipote del Re, a causa di uno schianto a 250 km/h che ha provocato la sua morte e quella del suo copilota e di 10 spettatori sul colpo, il Governo decreta definitivamente la fine delle corse su strada. Ormai la potenza dei motori e le velocità raggiunte dalle auto erano diventate troppo elevate per essere giocate fuori da un circuito e i nemici della Mille Miglia si scatenarono una campagna denigratoria che rese impossibile, nonostante gli sforzi dei fondatori ed organizzatori, dare nuova forza alla competizione.

Tra il 1957 e il 1961 si ipotizzò di poter giocare la corsa da Brescia a Napoli su tratti di autostrada (ipotesi che si rivelò impraticabile) e Castagneto tentò una trasformazione della gara, da una gara di sola velocità ad una gara che comprendesse tratti di regolarità e tratti di velocità, su strade di montagna, secondo una formula molto simile a quella dei moderni rally. Tali tentativi però non incontrarono il favore delle case automobilistiche, della politica, ma soprattutto dei bresciani, fortemente attaccati alla Mille Miglia Storica. In quegli anni fino al 1968 furono realizzate alcune rievocazioni storiche della corsa, che però non attirarono l’attenzione del pubblico, dei giornalisti o dei grandi piloti.

La prima manifestazione rievocativa in grado di dare nuovo smalto alla vecchia Mille Miglia fu organizzata nel 1977. L’evento anche se perfettamente riuscito venne considerato come un episodio isolato, destinato a verificarsi in ottica commemorativa ogni 10 anni. Ma questa commemorazione incontrò l’entusiasmo di un gruppo di giovani amici, che intendevano la Mille Miglia come un patrimonio fondamentale per la città, animati come i 4 giovani fondatori nel 1927 da una grande passione per le corse automobilistiche e per la loro città.

Si tratta di Beppe Lucchini, il Presidente del Musical Watch Veteran Car Club che aveva organizzato la prima commemorazione ufficiale nonché presidente della Scuderia Mirabella Mille Miglia; Vittorio Palazzani, Costantino Franchi, organizzatore di corse e di eventi sportivi con le stesse competenze di Castagneto; Manuel Vigliani, giornalista, Gino Danieli, che come Castagneto e Cougnet fu incaricato di percorrere tutte le strade del percorso Mille Miglia, ed Enzo Ziletti, responsabile della conduzione finanziaria. Nomi differenti, ma la stessa competenza e la stessa passione. Il gruppo ottenne l’autorizzazione dell’ACI di Brescia ad organizzare una rievocazione, ma il gruppo avrebbe dovuto essere completamente autonomo finanziariamente. Giuseppe Lucchini e Costantino Franchi, furono così designati dal gruppo - costituitosi in Comitato Organizzatore - l'uno a presiedere e l'altro a dirigere la Mille Miglia 1982. Grazie all'intervento di alcuni mecenati, tra cui il Cavaliere del Lavoro Luigi Lucchini, che si assunse l'onere di coprire i costi, ottenendo l'autorizzazione e la collaborazione dell'Automobile Club di Brescia, si potè cominciare con l’organizzazione della corsa.

Anche in questo caso, come nel 1926, si trattò di un gesto coraggioso. L'automobilismo storico era un ambito appena agli inizi e una manifestazione per automobili d'epoca non era ancora in grado di attrarre il grande pubblico o l’entusiasmo dei giovani appassionati di corse. Inoltre anche dal punto di vista più generale siamo negli anni della crisi petrolifera, dove si stava diffondendo un clima di astio nei confronti delle macchine potenti, foriere di alti consumi di carburante. Ma il nuovo gruppo di organizzatori volle comunque organizzare una corsa in grado di far rivivere la mitica Mille Miglia secondo lo spirito della tradizione.

Grazie all’impegno di tutto il gruppo il 13 maggio 1982, a Piazza della Vittoria iniziò la commemorazione della storica gara. Alla partenza ci sono centoventisette auto storiche, molte delle quali provenienti dai Musei delle Case automobilistiche, piloti famosi e giornalisti da tutta Europa. Il percorso è diviso in quattro tappe: Brescia-Modena, Modena-Roma, Roma-Verona e Verona-Brescia. La manifestazione fu un successo e il gruppo di organizzatori decise di iniziare con una gara rievocativa della Mille Miglia con cadenza biennale. Già nel 1984 ci furono ben 350 domande di iscrizione, e furono selezionati 120 equipaggi. La manifestazione partì nuovamente da Piazza Vittoria, che fu allestita esattamente come nelle gare più famose degli anni ’50 (cartelli, transenne in legno e tutto ciò che veniva mostrato nelle fotografie d’epoca) e parteciparono alla corsa la maggior parte dei grandi piloti di un tempo (Juan Manuel Fangio, Huschke von Hanstein, Gigi Villoresi, Piero Taruffi, Phil Hill, Stirling Moss, Oliver Gendebien, Gino Valenzano, Gianbattista Guidotti, Fabrizio Serena di Lapigio e Clay Regazzoni, ma anche giovani campioni come Riccardo Patrese e Michele Alboreto). L’edizione successiva del 1986 ottiene ancora più successo con più di 500 domande di iscrizione e 250 partecipanti. A questa nuova commemorazione della Mille Miglia parteciparono anche Enzo Ferrari, Mike Buongiorno e Renato Pozzetto che a Modena consegnarono ai partecipanti un piccolo premio.

A partire dal 1987 (anno della celebrazione del sessantenario) la corsa diviene nuovamente annuale. In questi anni alla Mille Miglia partecipano ospiti illustri (come il Principe di Kent) e personaggi famosi dello spettacolo, come Lorenza Cuccarini, e personaggi politici di rilievo ed importanza nazionale (nel 1989 addirittura il Presidente della Repubblica Italiana). La nuova cadenza annuale della manifestazione porta gli organizzatori a dare il via ad una struttura permanente, con collaboratori stabili, per l’organizzazione della gara, che torna ad essere "la corsa più bella del mondo" e Brescia torna ad essere nel mondo "la città della Mille Miglia". L’ACI e la Marva Srl, la società costituita dagli organizzatori, viene sottoscritto un contratto che prevede l'affidamento della Mille Miglia per periodi quadriennali, in cambio di una somma che varierà nel corso degli anni.

La nuova Mille Miglia continua a crescere, anche negli anni ’90, con enorme afflusso turistico e di operatori della comunicazione. L’organizzazione di spettacoli, concerti, mostre, manifestazioni collaterali alla gara rendono Brescia in tutto il mondo la capitale mondiale della storia dell’automobile. Nel 1993 nasce l’idea di dare vita ad un Museo della Mille Miglia, idea che prenderà il via negli anni 2000 e verrà terminata nel 2004, le richieste di iscrizione crescono fino a raggiungere le 800 unità e le automobili in gara raggiungono le 370 vetture d’epoca. In questi anni la corsa sfilerà in Piazza San Pietro, sotto il colonnato del Bernini, di fronte alla Basilica di San Francesco ad Assisi, facendosi in alcuni anni, come il 1997, anche testimone e veicolo di sensibilizzazione, attrazione e partecipazione turistica nel mondo di alcuni tragici eventi italiani, come il terremoto del ’97 nelle zone del centro Italia.

In questi anni di consolida un vero e proprio modello e modo di concepire le corse automobilistiche, come un insieme di sport, cultura, spettacolo e ospitalità, con personalità di spicco dell’automotive ma anche dello spettacolo, della politica e della finanza provenienti da 35 paesi, in grado di conquistare il mondo con gare celebrative della corsa della Mille Miglia bresciana sia negli Stati Uniti che in Giappone o in Sud America. Il percorso della Mille Miglia infatti subisce negli anni pochissime variazioni, costituendo uno dei modi di promozione turistica del nostro patrimonio artistico, naturalistico e culturale del nostro paese nel mondo. Nel 2001, la Mille Miglia ha ricevuto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero del Lavoro. Nel corso degli anni, le automobili in gara salgono a oltre 383 e dal 2010, partecipano alla corsa anche 150 Ferrari di tutte le epoche, partecipanti al "Ferrari Tribute to Mille Miglia".

Nell'ideare la freccia rossa con la scritta bianca, Renzo Castagneto non avrebbe potuto immaginare che, ancora oggi, il suo simbolo avrebbe continuato a indicare quella che è ancora riconosciuta come la "corsa più bella del mondo".